Viral marketing <> word of mouth

Interessante l’articolo di Seth Godin sulla differenza tra due espressioni che sentiamo continuamente: word of mouth e viral marketing.
La prima ha una portata molto minore in quanto il suo effetto è destinato ad esaurirsi velocemente, alla base della seconda invece c’è una diffusione esponenziale del messaggio da persona a persona, proprio come un virus, senza il bisogno del continuo intervento da parte del marketing.
La frase che però quoto con maggiore convinzione è la seguente:

For one thing, it means that constant harassment of the population doesn’t increase the chances of something becoming viral.

Credo che diverse aziende dovrebbero cominciare ad ispirarsi a tale principio. O no?!

Links 30.07.2007

  • Xtimeline: ennesimo servizio 2.0, permette di creare e condividere cronologie online in modo semplice.
  • Towards the Attention Economy: Will Attention Silos Ever Open Up? Alex Iskold di Read/Write Web ritorna sul concetto di Attention Economy, affrontando il problema della chiusura delle informazioni contenute nei database delle applicazioni web che abitualmente usiamo.
  • Sharkrunners: Realtime Data Used for a Game Brady Forrest ci parla di Sharkrunners: dotati di barca ed equipaggio virtuale, si andrà a caccia di informazioni sugli squali, come veri biologi marini! Dove sta l’originalità? Gli esemplari che via via si incontrano sono reali, in quanto sono squali che sono stati dotati di ricevitori GPS a fini scientifici. Curioso.
  • AideRSS: il vostro aggregatore è sommerso da feed rss? AideRSS vi da la possibilità di creare filtri avanzati per selezionare solo i migliori. [Via Slashdot]
  • Pownce: Social Networks aren’t Identity Networks Ciò che è successo a Chris Prillo ci ricorda che i problemi legati alla identità online saranno sempre più frequenti, ora che i servizi di social web si moltiplicano. Personalmente, ho comiciato ad usare ClaimID, ma mi rendo conto che, come fa giustamente notare Jeremiah Owyang, si tratta di una soluzione un po’ troppo geeky.

Blog, reputazione, passaparola

Prima tesi del Cluetrain Manifesto:

I mercati sono conversazioni.

Cosa succede però se uno degli interlocutori alza, a sproposito, la voce?
Leggete la discussione intorno alla vicenda del Bagno Wave, riportata da Luca Sartoni.
Dal colosso multinazionale alla piccola attività a conduzione famigliare, la gestione della propria reputazione in rete è ormai un elemento imprescindibile per qualunque imprenditore. Il passaparola, oggi ribattezzato Word of Mouth, avrà sempre più ripercussioni sul business. A questo argomento era dedicato proprio lo scorso numero di Nova24, in edicola ieri:

La nuova comunicazione ha valori trasparenti, come attenzione, critica, sincerità, dialogo. I blog impongono una dialettica collaborativa, all’insegna dell’ascolto.

Consiglio, come punto di partenza per queste ed altre tematiche simili, il blog di Alessio Jacona.