WordPress, così come molti altri CMS, inserisce nel template standard, la possibilità di validare le pagine XHTML, il foglio di stile e i propri feed RSS.
Purtroppo molti utenti non controllano questo aspetto che ritengo di assoluta importanza. Una pagina validata permette di essere visualizzata allo stesso modo da qualsiasi browser che supporti gli standard W3C. Ma d’altro canto, sono spesso le stesse aziende che sembrano indifferenti a questa problematica: Internet Explorer era tutto, tranne che standard compliant. Spero che la nuova versione, rilasciata in beta proprio in questi giorni, si discosti dalle precedenti in questo senso.
Qualche link:
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Problemi legali in “Vista”?
La decisione da parte di Microsoft di chiamare il nuovo sistema operativo Vista, oltre ad essere stata accolta con ironia da diverse parti, potrebbe portare al colosso di Redmond anche qualche noia legale. Come anticipato sabato dal Seattle Times, John Wall, CEO della società Vista, da lui fondata nel 1999, sta considerando l’ipotesi di procedere per vie legali contro Microsoft, la quale fa sapere attraverso la portavoce Stacy Drake, di aver richiesto la registrazione del marchio “Windows Vista” e non solamente del termine Vista proprio per evitare dispute legali, a causa dell’elevata diffusione del termine.
Get the (Open Source) Facts!
Tutti conoscono la campagna Get the Facts di Microsoft. Nonostante i discutibili risultati presentati, ha un vantaggio non indifferente: rappresenta un punto di riferimento unico per i manager che desiderano valutare l’utilizzo di prodotti Ms all’interno del proprio business.
Greg Wallace, dalle pagine di Linux Business News, si chiede in questo articolo se non sia utile adottare una strategia simile anche per il software Open Source. A causa della natura stessa dell’OSS, le informazioni sono distribuite in maniera assai frammentata, e ciò non favorisce chi vuole avvicinarsi a questo mondo, essendone completamente a digiuno.
It’s the difference between a clear voice and the roar of the crowd.
L’immagine usata dall’autore rende perfettamente l’idea.
Sono convinto che sia un’ottima iniziativa, anche perché non stravolge la “filosofia della diversità” che anima l’Open Source. Sui forum o su Usenet, ho incontrato diverse persone che ipotizzavano una maggiore uniformità nel mondo linux per favorirne la diffusione, e proponevano la standardizzazione di alcune funzionalità (si pensi, ad esempio, al formato e alla distribuzione dei pacchetti!) mirando all’interoperabilità tra le varie distribuzioni. Non credo che politiche di questo tipo possano avere successo, in quanto uno dei vantaggi dell’OSS risiede proprio nella assoluta libertà di scelta lasciata all’utente, ma questo non esclude comunque di poterlo aiutare nella valutazione attraverso uno strumento autorevole e privilegiato.