Dodici ragioni dodici…

Robert Scoble, technical evangelist di Microsoft, ha pubblicato sul proprio blog le dodici ragioni per le quali i promotori del Web 2.0 non utilizzano prodotti Ms, toccando in pratica tutte le aree in cui le tecnologie Open Source sono superiori o sono percepite come tali dagli Opinion Leader. Interessante è la conclusione alla quale Scoble giunge:

Now, why am I telling you this stuff? After all, I’ve just given you a list of perceived competitive advantages for Linux, Ruby on Rails, MySQL, and others. Isn’t this yet another example of why Scoble should be fired for being negative on his own company?

No.

See, I don’t want uninformed customers. That doesn’t help me. It doesn’t help Microsoft. It doesn’t help the customers. I want you to ask your Microsoft salesperson the tough questions before you buy into any of our new Web stuff. And, I start with the presumption my readers are smart enough to use Google or MSN or Yahoo to find out this information anyway. If you don’t get the right answers from Microsoft when it comes time to consider new Web technologies/methodologies/tools, er, if we don’t answer these points above, then I want you to run to the competition (and I’ll help you go there, just like I did when I helped run a camera store in the 1980s). And, when we bring services out, or bring new Web strategies out, I want you to trust us because we treated you right and gave you all the information.

Ho apprezzato molto questo intervento tanto appassionato quanto costruttivo, e ho apprezzato ancora di più il fatto che Scoble abbia invitato David Heinemeier Hansson, creatore del famoso Ruby on Rails, ad andare in Microsoft per illustrare i propri progetti. Mi piacerebbe che anche i salesperson, con i quali dovremmo in teoria consultarci, fossero altrettanto obiettivi… sono un inguaribile utopista?

The world changes this week

Come riportato nel post precedente, Sun e Google hanno dato il via ieri ad una nuova partnership, volta a sviluppare, promuovuere e diffondere le tecnologie delle due aziende. L’accordo prevede inizialmente la distribuzione della Google Toolbar attraverso il download del Java Runtime Environment ma, cosa ben più importante, lascia presagire ben altro. Il comunicato stampa ufficiale recita infatti:

The agreement between Sun and Google also kicks off further collaboration between the companies on projects like OpenOffice.org, the open source productivity suite that is the world’s leading suite on the Solaris Operating System (Solaris OS) and Linux and the leading alternative suite on Microsoft Windows.

Come scrive Johnathan Schwartz, presidente di Sun, nel suo blog, il modo di concepire e distribuire il software è radicalmente cambiato rispetto ad una decina di anni fa e questa strada diventa giorno dopo giorno la più battuta. Internet ha permesso ad aziende come eBay, opentable.com e la stessa Google di bypassare Microsoft per diffondere i propri prodotti, abbattendo una delle percentuali di spesa più significative del loro business. Continua Schwartz:

Now, I have been nothing if not tediously repetitive in stating my belief that volume begets value – best demonstrated by the rise of the free software movement (whose volume is derived from its price, its value from innovation, in all forms). The cost of reaching customers, traditionally the most expensive part of building a business, has largely been eliminated – resulting in massive, global participation. Value’s literally everywhere the network travels, on every device it touches (and it’s subsidizing some very interesting ideas.)

Il pensiero si allinea a quanto detto da Tim O’Reilly a proposito del Web 2.0: la cooperazione implicita o esplicita da parte degli utenti unita alla natura stessa dell’Open Source, dà valore alle applicazioni, intese come servizi. Un nuovo modello di business incentrato sulla rete e sui server si contrappone al modello tradizionale client oriented. Per la prima volta, gli avversari di Microsoft, non ne mettono in discussione i prodotti, ma la filosofia di vendita stessa. Ritorna, nelle parole di Scott McNealy (Chief Executive di Sun), lo slogan:

We’re working on bringing this network-is-the-computer, Net services environment.

Ne ero convinto già da qualche mese, ora ne sono certo: nei prossimi anni ne vedremo delle belle!

MS e OpenDocument

Esiste forse un rapporto di causa – effetto tra la decisione dello stato del Massachusetts di adottare solo i formati non proprietari e l’annuncio da parte di Microsoft di integrare il supporto del formato PDF nella prossima versione di Office?
Secondo me e secondo Steven J. Vaughan-Nichols, autore di questo articolo pubblicato da eWeek, si: non può essere solo una coincidenza.
Certo, il supporto di OpenDocument sarebbe stato ottimale, ma Microsoft non è mai stata particolarmente impaziente di rinunciare ai propri formati. Non è detto però che in futuro le cose non cambino: se altre pubbliche amministrazioni seguiranno l’esempio dello stato americano, MS dovrà decidere se continuare a rifiutare i formati aperti, perdendo una quota di mercato non indifferente, o integrarne il supporto nei propri prodotti.
In quest’ultimo (auspicabile) caso, saranno gli utenti a beneficiarne maggiormente, potendo scegliere suite alternative come StarOffice o OpenOffice, le quali, molto probabilmente, da oggi hanno un alleato in più: Google