Patent Commons

L’Open Source Development Labs ha oggi ufficialmente aperto il sito Patent Commons, con lo scopo di raccogliere e catalogare tutti i brevetti software donati dalle aziende alla comunità Open Source. L’iniziativa, annunciata nello scorso Agosto e supportata da aziende del calibro di IBM, Novell, CA e RedHat, si propone come punto di riferimento per tutti gli sviluppatori che sono costretti a districarsi sempre di più tra le miriadi di licenze e di brevetti presenti sul mercato:

The Patent Commons Project is dedicated to documenting the boundaries of The Commons — a preserve where developers and users of software can innovate, collaborate, and access patent resources in an environment of enhanced safety, protected by pledges of support made by holders of software patents.

Our Library is a central, neutral forum where patent pledges and other commitments can be readily accessed and easily understood.

Ogni tipo di contributo da parte di aziende, università, volontari o progetti open source è, ovviamente, ben accetto.

OSS nelle Enterprise

Forbes ha pubblicato qualche giorno fa un interessante articolo firmato da Matt Rand sull’utilizzo del software Open Source all’interno delle grandi corporation. Alle ormai note strategie di IBM, Sun, Nokia (che ha inaugurato ieri il portale opensource.nokia.com) si affiancano aziende del calibro di SAP, Oracle, Lockheed Martin e Pfizer tutte impegnate nello sviluppo di progetti legati all’OSS. Nel caso del colosso farmaceutico, è in studio un’architettura di tipo LAMP per l’analisi e la manipolazione dei dati provenienti da db Oracle.Ciò che è sorprendente, secondo Martin Brodbeck, responsabile del progetto, è la sostanziale diminuzione del tempo di sviluppo, rispetto a J2EE.
Se nel mercato server è sempre Apache a farla da padrone con una percentuale vicina al 70%, la situazione generale è più confusa, ma i segnali positivi non mancano di certo: secondo diversi istituti di ricerca sono moltissime ormai le aziende che adottano software Open Source. Addirittura una su due tra tutte quelle recentemente contattate da Forrester Research. Anche nel mercato database, solitamente più cauto e conservativo, la crescita è del 20% negli ultimi sei mesi.
D’altro canto, se così non fosse, non si spiegherebbe l’improvvisa introduzione nuovi modelli di business di da parte di grandi aziende software tradizionalmente ostili all’OSS come Microsoft.

Dodici ragioni dodici…

Robert Scoble, technical evangelist di Microsoft, ha pubblicato sul proprio blog le dodici ragioni per le quali i promotori del Web 2.0 non utilizzano prodotti Ms, toccando in pratica tutte le aree in cui le tecnologie Open Source sono superiori o sono percepite come tali dagli Opinion Leader. Interessante è la conclusione alla quale Scoble giunge:

Now, why am I telling you this stuff? After all, I’ve just given you a list of perceived competitive advantages for Linux, Ruby on Rails, MySQL, and others. Isn’t this yet another example of why Scoble should be fired for being negative on his own company?

No.

See, I don’t want uninformed customers. That doesn’t help me. It doesn’t help Microsoft. It doesn’t help the customers. I want you to ask your Microsoft salesperson the tough questions before you buy into any of our new Web stuff. And, I start with the presumption my readers are smart enough to use Google or MSN or Yahoo to find out this information anyway. If you don’t get the right answers from Microsoft when it comes time to consider new Web technologies/methodologies/tools, er, if we don’t answer these points above, then I want you to run to the competition (and I’ll help you go there, just like I did when I helped run a camera store in the 1980s). And, when we bring services out, or bring new Web strategies out, I want you to trust us because we treated you right and gave you all the information.

Ho apprezzato molto questo intervento tanto appassionato quanto costruttivo, e ho apprezzato ancora di più il fatto che Scoble abbia invitato David Heinemeier Hansson, creatore del famoso Ruby on Rails, ad andare in Microsoft per illustrare i propri progetti. Mi piacerebbe che anche i salesperson, con i quali dovremmo in teoria consultarci, fossero altrettanto obiettivi… sono un inguaribile utopista?