E venne il giorno AKA tutti alla BlogFest

Come da copione, partirà domani la prima BlogFest italiana.
Sabato mattina caricherò la mia ragazza, un portatile e pochi bagagli (tra cui le mie nuovissime Moo card) e partirò alla volta di Riva del Garda, dove mi fermerò fino a Domenica sera.
Saranno due giornate intense, il programma è pieno zeppo di appuntamenti ai quali voglio partecipare, sperando di riuscire ad incastrarli a dovere.
Che dire ancora?! Non essendo mai stato ad un barcamp, mi sento un po’ spaesato. Spero di riuscire finalmente a conoscere le tante persone che abitualmente seguo in rete, e di assorbire il maggior numero possibile di idee e stimoli.

Se avete bisogno di me, date un’occhiata alla pagina dei contatti.

Buona BlogFest a tutti!

La nuova homepage di Flickr

Flickr sta sperimentando una nuova homepage, più ricca e votata al sociale:

Whatever the best part of Flickr is for you, your new home page now surfaces much more of the action going on around you on Flickr. More of the amazing photos, groups, and interesting tidbits that show up on Flickr every day. And while we were at it, we made it easier for you to turn down the volume on things you don’t want to see, or just find some help.

La nuova homepage, che diventerà standard tra qualche settimana, può essere attivata cliccando sul messaggio che compare in fondo alla homepage attuale (Psssssst! Want a sneak peek at your new home page?).

Obama e il social networking

Su Technology Review, un’analisi (disponibile gratuitamente previa registrazione) sul ruolo fondamentale del web e dei social network nel successo di Barack Obama.
L’articolo, dal titolo “How Obama Really Did It”, descrive innanzitutto come l’esperienza della campagna elettorale del senatore Dean sia stata il punto di partenza per la costruzione di my.barackobama.com (MyBO), il portale alla base della strategia online di Obama:

The MyBO tools are, in essence, rebuilt and consolidated versions of those created for the Dean campaign. Dean’s website allowed supporters to donate money, organize meetings, and distribute media, says Zephyr Teachout, who was Dean’s Internet director and is now a visiting law professor at Duke University. “We developed all the tools the Obama campaign is using: SMS [text messaging], phone tools, Web capacity,” Teachout recalls. “They [Blue State Digital] did a lot of nice work in taking this crude set of unrelated applications and making a complete suite.”

Secondo la Blue State Digital, azienda che l’ha messo online, allo scorso Luglio sono stati raccolti attraverso il portale oltre 200 milioni di dollari provenienti da più di un milione di donatori, ed organizzati 750.000 eventi locali.
La mossa vincente è stata quella di saper dare all’elettorato gli strumenti giusti per poter fare propaganda sia online, attraverso l’utilizzo di numerose piattaforme (Twitter, FaceBook, YouTube solo per citarne alcune), sia soprattutto offline, facilitando l’organizzazione di ogni tipo di attività:

We facilitate actions of every sort: sending e-mails out to millions and millions of people, organizing tens of thousands of events.” The key, he says, is tightly integrating online activity with tasks people can perform in the real world. “Yes, there are blogs and Listservs,” Franklin-Hodge says. “But the point of the campaign is to get someone to donate money, make calls, write letters, organize a house party. The core of the software is having those links to taking action–to doing something.”

Rispetto al 2004 e alla campagna di Dean, basata anch’essa sul ruolo fondamentale del web, gli Americani oggi hanno molta più confidenza con il web e i social network sono per molti parte della quotidianità. Inoltre, l’accesso alla rete ad alta velocità è sempre più diffuso sia a casa che sui dispositivi mobili di ultima generazione.
Nei prossimi mesi fino all’Election Day, MyBO continuerà ad essere il punto di riferimento per i sostenitori del leader democratico, ma cosa ne sarà in caso di vittoria?
Secondo Joe Trippi, manager della campagna di Howard Dean, potrebbe rimanere come strumento di dialogo tra l’elettorato e il Congresso, oltre ad essere utilizzato per mantenere vivo il rapporto di fiducia tra Obama e i propri sostenitori.
Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi ma certo è che l’utilizzo del web da parte dei Democratici sembra davvero essere su un altro pianeta, soprattutto se confrontato con il panorama desolante di casa nostra.