VirtualBox 1.4 è tra noi

VirtualBox 1.4 splashE’ uscita ieri la release 1.4 di VirtualBox, il software di virtualizzazione targato Innotek, più volte citato in queste pagine. Sono numerose le novità presenti in questa versione.
Tra le più importanti, ricordo:

  • Supporto pieno per host Linux a 64-bit e OS X.
  • RDP session shadowing.
  • Clipboard synchronization.
  • Supporto per i file VMDK di VMWare.
  • Accesso a dischi e partizioni fisiche (“raw disk support”).
  • Interfaccia per la gestione delle directory condivise tra host e guest.

Vi invito a leggerne l’elenco completo sul Changelog e a scaricare la versione aggiornata del manuale.
Nella sezione Download del sito sono disponibili, come sempre, sia i pacchetti binari sotto licenza PUEL, sia i sorgenti.
Si conferma la crescita di questo software, divenuto ormai indispensabile per molti di noi.

Business e progetti IT in Europa

Apprendo da Ars Technica, che HP e la Economist Intelligence Unit hanno condotto uno studio, intervistando 1125 professionisti sparsi in tutto il globo, con il fine di dimostrare quanto i ritardi nella consegna di progetti e servizi IT influiscano direttamente sulle revenue.
I risultati principali:

  • oltre il 25% dei progetti non vengono consegnati in tempo.
  • Questo ritardo influisce direttamente sui guadagni.
  • Una consegna puntuale è determinante per il successo del business.

La BBC, concentrandosi maggiormente sulla situazione europea, cita altri dati interessanti:

Many European IT workers are not being held responsible for delivering projects late, a new study suggests.
It found that 51% of European IT professionals said there would be no risk to their job, compared 33% in Asia and 22% in the Americas.

Inoltre, la Svezia è l’unico paese in cui il 44% degli intervistati ha potuto dichiarare di aver portato a termine con successo la totalità dei progetti assegnati negli ultimi tre anni. Al secondo posto si colloca la Svizzera con il 24%, mentre l’Italia è il fanalino coda insieme a Olanda, Russia e Spagna con un misero 4%.
Le tre cause più comuni, continua la BBC, sono l’outsourcing, il cambiamento di priorità in corso d’opera, e la mancanza di coordinazione tra i manager.
Mi piacerebbe, a questo proposito, conoscere l’opinione di Gabriele.

Google Gears: l’estensione offline

Come già facevo notare qualche mese fa, sembra che il prossimo passaggio per le applicazioni web che comunemente utilizziamo, sia quello di espandersi offline sui nostri pc.
Anche Google si è mosso in questa direzione, lanciando ieri Google Gears, un plugin per Firefox ed Interenet Explorer che consente di utilizzare i servizi Google (per ora solo Google Reader) anche senza essere connessi alla rete.
Rilasciato con licenza BSD, questo plugin consta di tre elementi, con i quali gli sviluppatori potranno comunicare via API. Citando Michael Arrington:

One API will handle the creation of data objects to store application information locally, another will be a SQLite relational database for searching the data, and the final part will enable asynchronous JavaScript so applications can sync data in the background without overburdening the browser.

Come puntualizza Artur Bergman di O’Reilly, Google, che sta collaborando con diverse aziende tra cui Opera, Mozilla e Adobe (quest’ultima interessata ad integrare Flash ed Apollo), non ha fornito dettagli sulla possibilità di sincronizzare più macchine con i servizi online.
Per chi volesse vedere in dettaglio come funziona Gears con Google Reader, consiglio il post di Lifehacker.