
A partire da oggi è finalmente disponibile anche in Italia il nuovo romanzo di Haruki Murakami: 1Q84. O meglio: da oggi sono in vendita solo i due terzi dell’opera completa, in quanto Einaudi ha deciso infatti di pubblicare la terza e ultima parte soltanto nel 2012.
Nonostante la discutibile scelta editoriale, 1Q84 si appresta a diventare un best seller anche nel nostro Paese, dopo il successo straordinario avuto in Giappone nel 2009:
Tokyo, 1984. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L’autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all’appuntamento che l’aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata. Ma, sibillino, aggiunge di fare attenzione: “Non si faccia ingannare dalle apparenze, signorina. Di realtà ce n’è una e una sola”. Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d’ispirazione, riceve uno strano incarico: un editore senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di una misteriosa diciassettenne così da candidarlo a un famoso premio letterario. Ma “La crisalide d’aria” è un romanzo fantastico – o almeno così dovrebbe essere tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: le descrizioni delle realtà parallele alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti per poi uscirne e generarne una copia, un simulacro, turbano profondamente Tengo. L’incontro con l’autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è Fuka Eri? E quali sono le finalità della setta a cui sembra legata? Intanto Aomame osserva perplessa il mondo che la circonda: sembra quello di sempre, eppure piccoli, sinistri particolari (piccoli almeno all’inizio…) divergono da quello a cui era abituata. Finché un giorno non vede comparire in ciclo una seconda Luna e capisce di essere la sola in grado di attraversare la barriera che divide il 1984 dal 1Q84.
Per approfondirne le tematiche, vi invito a leggere l’intervista all’autore uscita su Repubblica qualche giorno fa e riproposta oggi sul blog di Dario Olivero.
