Color Factory - NYC

Instagram, con oltre un miliardo di utenti attivi nel mondo, sembra avere impatti sempre più rilevanti su noi stessi, sul rapporto con il nostro corpo e sul modo di percepire lo spazio che ci circonda.

Proprio su quest’ultimo aspetto si concentra Inside the most Instagrammable place on Earth, un articolo di FastCompany che parte da queste premesse per parlare della progettazione dei cosiddetti Instagram playgrounds, luoghi disegnati per essere fotografati e condivisi sul popolare social network.

Instagram is no longer just an app, but a visual lens through which we navigate physical spaces.

Aileen Kwun / FastCompany

Spazi interattivi ed immersivi come The Museum of Ice Cream a San Francisco, oggetto dell’articolo, o The Egg House e The Color Factory a New York City che rendono lo scatto e la condivisione di una fotografia (o, meglio, di un selfie) l’obiettivo principale della loro fruizione.

L’impressione è che ne vedremo nascere sempre di più, dato il modello vincente di questi primi progetti: i visitatori alimentano il proprio profilo e, contestualmente, il proprio ego, i fondatori rientrano degli investimenti grazie a biglietti di ingresso non proprio economici (dai 18 ai 39 dollari) e sponsorizzazioni importanti da parte di brand famosi, gli advertiser sono felici di vedere il loro marchio diffondersi velocemente su Instagram.

D’altro canto, il fenomeno non ci deve stupire: a quanti di noi è capitato recentemente di entrare un bar, un negozio o un museo e di pensare: “qui ci starebbe proprio bene una foto da mettere su Instagram”?!
Ecco, non credo si tratti di un caso.

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3 Gennaio 2019

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