Oggi termina la seconda settimana di quarantena in casa. E’ Domenica, sono le 10:50 e ho appena mangiato i pancake giapponesi con marmellata di fragole preparati da Consuelo.
Qualche pensiero sparso raccolto in questi giorni e tuttora in fase di metabolizzazione:

  • Ho riscoperto, se mai ce ne fosse bisogno, la necessità di mantenere una dieta informativa inflessibile nei contenuti e nelle modalità, per contrastare l’ansia da un lato e l’infodemia dall’altro: fonti selezionate, preferenza a materiale di approfondimento, limite severo al tempo da dedicare alla lettura.
  • Mi sono ritrovato ad adottare lo stesso rigore del punto precedente ai social che frequento, preferendo di gran lunga il confronto uno a uno o uno a pochi all’interno delle cerchie più prossime. Filtri contro gli urlatori cronici, i polemici, i saccenti e gli stronzi in generale sono fondamentali. C’è ancora più ossigeno nella bolla, di questi tempi.
  • Mi impegno a prestare ancora più attenzione alla forma oltre che al contenuto. Siamo tutti ipersensibili e anche solo una parola buttata lì può fare la differenza. E’ giusto, ora più che mai, allenare la propria intelligenza emotiva.
  • La maggiore disponibilità di tempo è un’illusione se non è accompagnata da uno stato mentale accettabile: non posso leggere David Foster Wallace se mi sento costantemente un macigno sul petto. Prima ho bisogno di concentrarmi su di me e su ciò che provo, poi posso tentare di organizzare il tempo di conseguenza. Altrimenti finisce che aspettative e realtà non si incontrano affatto e questa distanza non fa che alimentare la frustrazione.
  • Crogiolarsi nel vortice di serie tv viste distrattamente, meme inoltrati a caso, pollici infiammati dalle timeline e dalle stories regala una finta consolazione e, a lungo andare, (mi) porta all’assuefazione.
  • La radio è l’unico medium che riesce ad infondermi un po’ di normalità: le voci di sempre, ascoltate in cuffia come quando ero ragazzino. La mia coperta di Linus in modulazione di frequenza.
  • Dormo poco e ho ricominciato a sognare mio padre ogni notte, così come capitava nelle settimane immediatamente successive alla sua morte. Penso sia banalmente il desiderio, più o meno inconscio, di trovare un sostegno forte al quale aggrapparmi. Comunque è bello rivederlo anche se la sua immagine è sempre un po’ sfumata e, quando mi sveglio, il cuscino è umido.

Commenti

Che bello.
Scoprirti in questo periodo. Non avevo mai letto il tuo blog.
Lo trovo bellissimo. Bello come quelle cose semplici che ti rendono sempre più felice che altre.
Oggi ancora di più.
È da un annetto che ho deciso di non praticare più social ne il web in generale perché ho avuto la dimostrazione di quanto possa influire negativamente sulle persone. Fragili come me.
Oggi ritrovo la calma e la meraviglia di un tempo di scoprire anche sul web cose nuove e belle come questo blog. È un bel viaggio. Anche in questo periodo dove non si può che viaggiare con la fantasia. Ma non è tutto nero, ci sono molte sfumature. È un momento di raccolta più che reclusione.
Grazie Mond. Per le tue parole e per le fotografie incredibili.
Un abbraccio a te e Consu

Ti ringrazio per le belle parole, Claudia.

Capisco bene ciò che dici: frequento la Rete dalla fine degli anni ’90 (sigh!) e più volte sono stato quasi portato a lasciar perdere. Poi però ho pensato a cosa mi sarei perso: solo per fare qualche esempio, ho trovato la tesi di laurea grazie ad un commento ad un blog e un lavoro grazie a Twitter ma, soprattutto, ho discusso degli argomenti più disparati con persone di ogni nazione e cultura.
Con alcuni di essi mi sono poi incontrato e sono nate amicizie, con altri le cose sono andate in modo diametralmente opposto e non li ho mai più sentiti.

Esattamente come nella realtà perché, nonostante quello che ancora si sente dire, non esiste un “popolo della Rete” ed uno al di fuori di essa. Esistono persone che, nel bene e nel male, vivono e si rapportano con gli altri a più livelli e con mezzi diversi, tra loro interconnessi.

Forte di questa esperienza, ho iniziato a ignorare, filtrare, rimuovere i soggetti nocivi per concentrarmi sui luoghi e sulle persone che meritano di essere frequentate anche se magari non si è sempre d’accordo, anche se magari ci si perde di vista per poi ritrovarsi anni dopo.

Credo tu sia una persona intelligente e dotata di grande sensibilità quindi sono certo che non avrai difficoltà a rimetterti in viaggio nella giusta direzione ma, se dovessi aver bisogno, sono qui a disposizione.

Un abbraccio a voi. A presto, spero.

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